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06-01-2015

“The building is alive!”: projection mapping

“Se queste pareti potessero parlare”, si dice spesso. Ecco, parlare magari no, ma tutto il resto possono farlo. Si chiama projection mapping, ed è la nuova frontiera dell'animazione grafica.

"Nuova", in effetti, proprio no. Nel 1969 la Disney adoperò il projection mapping per l'inaugurazione della sua Haunted Mansion: fu una delle primissime esibizioni pubbliche di questa “magia”, in grado di animare le facciate dei palazzi.

Alla base c’è un’intuizione semplice: se si può proiettare su uno schermo, perché non farlo su una parete o un oggetto? Qui, però, le cose si complicano. Per primo, infatti, occorre individuare la superficie. Nella scelta si prendono in considerazione le dimensioni, il materiale, i colori, caratteristiche che andranno valorizzate e che, al tempo stesso, potenzieranno l'impatto del mapping.

A questo punto, l’area viene “mappata”, cioè trasformata in un insieme di punti e linee digitali. Vengono quindi create le animazioni (in 2D o in 3D): queste sono “intelligenti” perché interagiscono con gli elementi della scena, riconoscendo forme e spigoli degli oggetti. La proiezione, infine, è gestita con software come MadMapper e VPT (ma ce ne sono anche di free) e videoproiettori particolarmente potenti (con una portata fino a 1.5 km).

La netta separazione delle fasi è solo sulla carta: nella pratica, il lavoro sui vari elementi del mapping procede in modo armonico, per incrementare l'effetto spettacolare delle proiezioni. Per aggiungere qualche brivido in più, i mapping oggi sono anche interattivi: il pubblico può relazionarsi con gli oggetti e le figure in movimento, diventando parte integrante di una colorata coreografia digitale.

Bene, ma tutto questo perché? L'incredibile effetto scenico del mapping ha conosciuto un notevole sviluppo dagli anni '60 ad oggi. Spettacoli di mapping si utilizzano in concerti, presentazioni, inaugurazioni, lanci di prodotti e quant'altro. L'idea è catturare l'attenzione degli spettatori/utenti in modo originale e coinvolgente. Una nuova ed entusiasmante frontiera del marketing, dunque - in attesa che le pareti (e gli oggetti) inizino davvero a parlare…  



Team Sinkronia