Un insieme
di professionisti,
un'unione di forze
creative.

Siamo corretti, controlliamo i rischi
e non assumiamo alcool.

Scopri cosa ci appassiona
02-08-2017

Sesso d'estate e Robot

L’esperimento di Facebook sui bot che dialogano tra loro è stata oggetto di un’accesa discussione qui a Sinkronia. A fine orario lavoro un contuso e due feriti.

Ciò che è successo in quel di Facebook è ridicolo e irrilevante dal punto di vista tecnico, ma dà la stura ad una riflessione più accorta sul machine learning, cioè sull’auto-apprendimento delle macchine: un concetto conosciuto già negli anni ‘50. Oggi un esempio eclatante può essere lo sviluppo - da parte di Google - dell’automobile semiautomatica, che non ha bisogno di un autista. Ma le applicazioni sono infinite: riconoscimento vocale (Siri di Apple), suggerimenti per acquistare (Amazon), robot che aiutano personale in albergo, robot in ambito ospedaliero, ecc.

E’ un tema tanto affascinante, quanto inquietante se si pensa che tutto dipende dalla complessità degli algoritmi che aiutano le macchine ad auto-apprendere: errori, anche micro, possono disegnare scenari inaspettati. E fino a quando si tratta della nostra lavatrice possiamo ritrovarci con le nostre mutande à pois; ma se pensiamo ad una macchina che aiuta il chirurgo a rilevare un tumore, il sorriso sulle labbra ce lo toglie.

Esperimenti su robot “più umani” sono già in atto e anche con interessanti risultati. Ma stiamo parlando di robot/macchine che svolgono azioni semplici che - anche se difettose - non mettono in pericolo vite umane.

Siamo lontani anni luce dallo scenario preconizzato in Io e Caterina, film del sommo Alberto Sordi, o da L’uomo Bicentenario con Williams. Ma occorre chiedersi quanto sia importante la componente “emozionale” per determinate operazioni che la macchina deve eseguire. Cioè, quanto è utile l’emozione per un auto senza driver? E per una operazione chirurgica? E per un robot che deve “essere di compagnia” ad un anziano?

Lo scenario magnifico, alieno e destabilizzante è quello disegnato da Elon Musk(?):

Col tempo credo che vedremo una fusione più stretta fra intelligenza biologica e intelligenza artificiale. E’ per lo più una questione di larghezza di banda, la velocità di connessione tra il tuo cervello e la versione digitale di te stesso. Le macchine comunicano alla velocità di mille miliardi di bit al secondo, mentre l’uomo, il cui mezzo di comunicazione adesso è digitare sulla tastiera di uno smartphone, va a circa 10 bit al secondo. La mente umana ha bisogno di una marcia in più, e dovrà allearsi con l’intelligenza artificiale.

Risorse

-http://www.zero12.it/2016/10/26/sig...

-https://www.agi.it/innovazione/eric...

-https://www.robotiko.it/robot-del-f...

-http://pro.hwupgrade.it/news/scienz...



di Francesco Lettera