Un insieme
di professionisti,
un'unione di forze
creative.

Siamo corretti, controlliamo i rischi
e non assumiamo alcool.

Scopri cosa ci appassiona
09-09-2015

Il pitocco e il cerimoniere


L'altro giorno ho passato uno dei momenti più divertenti di questi ultimi anni. Grazie ad un amico che infieriva senza interruzioni nei confronti di un soggetto detto altrimenti "spilorcio" (o avaro, meschino, taccagno, tirchio, scozzese, pidocchioso, pitocco, genovese, stretto, tirato, gretto, micragnoso, sparagnino o "scurz", come si dice dalle nostre parti), i miei addominali hanno rischiato di esplodere.

Il "pitocco" è un individuo piuttosto comune, di statura media e contraddistinto da un insano atteggiamento di orrore per lo spreco (ma questo lo sappiamo già): quello conosco io se potesse, non spenderebbe niente di quello che ha e per il potere sarebbe disposto a rinnegare chiunque e/o qualunque cosa.

Gli "scozzesi" nascono come funghi, si accoppiano generalmente nei mesi estivi, leggono fumetti in bianco e nero e soffrono di un protagonismo che purtroppo non hanno.

E' colpa di Paperon De Paperoni se non spendono soldi e li conservano per diventare imprenditori. I "tirati", nella società, sono come le zecche: succhiano e non
danno; non ricambiano cortesie e ospitalità. Al massimo ti offrono un caffè, ma solo nelle ore tarde e poi ti chiedono comunque qualcosa.

Anche se l'avarizia (o scorzeria) è nominata nella Costituzione Vaticana come uno dei 7 reati punibili con la morte eterna, non finiremo mai di ringraziare queste persone per i momenti di allegria che ci fanno trascorrere. Grazie a loro e alle loro azioni i nostri addominali sono costantemente allenati. E non rinunceremo mai alla loro compagnia, neanche a costo di offrire loro un pranzo, una cena o un dolciume!

 



di Enzo Palma