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27-12-2014

Bloomberg vs. troll: la sfida infinita

“Trolls just want to have fun” (“i troll vogliono solo divertirsi”) recita il titolo di un recente studio condotto da un team di serissimi ricercatori canadesi. Tuttavia, è innegabile il fastidio (se non il danno) che questa specie tutta particolare di utenti web, abili a scatenare risse su forum e social, può arrecare alle aziende.

Un’interessante strategia difensiva è quella adottata da Michael Bloomberg. L’ex sindaco di New York, titolare di un gruppo specializzato servizi per l’informazione e la contrattazione finanziaria, ha pensato bene di acquistare tutti i domini .nyc che contengono insulti personali o alle sue aziende. Volete qualche esempio? BloombergIsAShortjew.nycMichaelBloombergIsTooShortToBePresident.nyc, per esempio, che sottolineano come uno dei talloni d’Achille del magnate sia l’altezza. Poi ci sono tutti quelli con la parola “fuck” nel mezzo e altri più “simpatici” come GetALifeMike.nyc (“Fatti una vita Mike”).

Stando allo studio legale Domain Name Wire, l’ex sindaco, già che c’era, ha acquistato anche un bel po’ di domini ricchi di complimenti: AmericaLovesBloomberg.nyc (“l’America ama Bloomberg”), per esempio, o i più rudi MikeKicksButt.nyc (“Mike spacca i c**i”) e MichaelBloombergRocks.nyc.

Nel mirino sono finiti ovviamente anche gli indirizzi appetibili alla concorrenza, e c’è da aspettarsi che l’elenco delle acquisizioni si aggiorni costantemente. Insomma, Bloomberg ha messo in campo una strategia di presidio del web capillare e dispendiosa. Pur sempre spiccioli, comunque, per il titolare di un colosso da 9 miliardi di dollari l’anno di fatturato.

 



Team Sinkronia